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Il benessere organizzativo è connesso sia alla definizione di regole formali e informali di funzionamento dell’organizzazione  sia allo sviluppo di comportamenti che, a livello organizzativo e individuale, possano ridurre i rischi per la salute, incrementare la qualità della vita di lavoro e accrescere simultaneamente la soddisfazione delle persone e le performance individuali e di sistema.
Si tratta quindi di un concetto multidimensionale nel quale convergono numerosi aspetti diversi ma in ultima analisi strettamente intrecciati tra loro. La disponibilità di ambienti fisici salubri, ergonomicamente appropriati e esteticamente gradevoli per la vita di lavoro è il primo di questi aspetti. Ma la necessità di analoghi tratti riguarda anche l’ambiente sociale in cui si svolge il lavoro: emergono da questo punto di vista, in primo luogo, aspetti che vertono sull’integrità psichica, etica e morale della persona e sulla prevenzione di fenomeni come il mobbing, le molestie sessuali, l’omofobia. Rientra in questo campo anche tutto ciò che induce il mantenimento di un “clima” di lavoro ispirato ai valori della collaborazione, della partecipazione e della condivisione delle visioni e delle scelte, nel rispetto dell’attribuzione delle responsabilità decisionali. Rientra infine, non da ultimo, ciò che verte sulla capacità dell’organizzazione di assicurare pari opportunità di genere per quanto riguarda la significatività del lavoro e l’accesso ai gradi superiori della carriera.
Nell’insieme l’attenzione al benessere organizzativo porta sui fattori personali della prestazione lavorativa (soddisfazione, motivazione) e, in generale, sulla valorizzazione della dimensione emotiva della vita di lavoro. Ma evidenzia allo stesso tempo che l’orientamento al risultato e i miglioramenti in termini di performance determinano effetti rilevanti sull’organizzazione e sui suoi obiettivi. Prevale quindi l’immagine dell’organizzazione come rete di relazioni positivamente orientate a scopi sopra-individuali e come realtà oggetto di specifiche forme di costruzione sociale.
Il tratto unificante del benessere organizzativo può essere inteso come costituito dalla comunicazione interna ed esterna. Da questo punto di vista l’organizzazione “in salute” è quella capace di: 1. ascoltare le esigenze e le proposte dei suoi membri e dei suoi clienti/utenti; 2. far circolare con continuità le informazioni in orizzontale (anche tra diversi settori) e in verticale (tra diversi livelli gerarchici) ; 3. chiarire i valori alla base della vita dell’organizzazione; 4. facilitare la comunicazione interpersonale; 5 prevenire l’insorgere dei conflitti e la l’instaurarsi di situazioni relazionali critiche.

Termini correlati
Motivazione
Clima
Cultura
Intelligenza emotiva

Alcuni riferimenti bibliografici
Avallone F., Bonaretti M., Benessere organizzativo. Per migliorare la qualità del lavoro nelle amministrazioni pubbliche, Soveria, Rubettino ed., 2003
Bonaretti M., Testa P., Persone al lavoro. Politiche e pratiche per il benessere organizzativo nelle amministrazioni pubbliche, Soveria, Rubettino ed., 2003
Marini F., Mondo M., Il benessere nei contesti lavorativi e formativi,  Roma, Carocci, 2008

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