Home > Glossario > COMUNITA’ DI PRATICA

La comunità di pratica è costituita da persone che operano in un medesimo contesto (anche allargato o virtuale) e che intrattengono relazioni aventi un qualche spessore cognitivo e sociale.
In ambito organizzativo questo concetto si declina su due versanti fondamentali. Il primo è quello della comunità “situata”, caratterizzata da un contesto d’azione comune e da percorsi di legittimazione più o meno complessi mediante i quali ogni membro della comunità passa da uno statuto iniziale di “nuovo venuto” “novizio” a statuti più complessi e interni alla comunità, fino a essere riconosciuto come “esperto”.
Su questo versante, alcuni tratti rilevanti della comunità sono riconducibili a: a) l’esistenza di impegni reciproci tra i membri che valorizzano i momenti dell’aiuto, del supporto nell’apprendimento, nella cooperazione per lo sviluppo delle competenze; b) la convergenza su uno scopo comune, ritenuto socialmente necessario e che costituisce la fonte primaria dell’identità professionale e dell’appartenenza alla comunità; c) la presenza di un repertorio condiviso di modi ripetuti e costanti di fare le cose (routines), di modelli d’azione e di simboli, che fa della comunità un’entità socialmente e culturalmente coesa.
Il secondo versante di definizione della comunità si sviluppa sull’asse dell’“impegno” alla partecipazione alla vita della comunità. Tale versante riguarda comunità anche non localizzate ma disperse in unità più o meno distanti tra loro, fino a una dimensione di mera virtualità. Da questo punto di vista, l’impegno che tiene insieme la comunità di pratica si collega a una certa “passione” per lo sviluppo professionale, per la soluzione condivisa di problemi comuni e per la crescita di una specifica identità sociale nell’ambito di contesti più vasti (es. comunità professionali all’interno di grandi organizzazioni).
La comunità, in questo senso, è finalizzata allo sviluppo di conoscenze condivise utili rispetto a un comune campo di attività. Da questo punto di vista sono elementi costitutivi della comunità di pratica: a) il campo che definisce l’identità dei membri rispetto a comuni obiettivi e problemi; b) la comunità in quanto tale, come tessuto sociale di apprendimento sulla base di principi di fiducia; c) la pratica, come insieme condiviso di quadri interpretativi, informazioni, e documenti.
In ambedue i casi suddetti le comunità di pratica si distinguono per la loro informalità dai gruppi di lavoro e dai team, intesi a fornire specifici prodotti/servizi o a eseguire specifici compiti. Si distinguono anche dalle reti informali, che servono solo a raccogliere e distribuire informazioni utili.
L’uso del costrutto “comunità di pratica” si presta ad azioni di ricerca e sperimentazione, di collegamento informativo e di supporto alla riflessione collettiva che integrano o complementano specifiche attività formative, puntando non sul trasferimento di conoscenze verso i destinatari della formazione ma sulla valorizzazione di conoscenze di cui questi ultimi sono portatori.

Termini connessi
Organizzazione
Competenze
Formazione

Alcuni riferimenti bibliografici
Fabbri L., Comunità di pratiche e apprendimento. Per una formazione situata, Roma, Carocci, 2007
Wenger E., Communities of Practice: Learning, Meaning and Identity, ed. it. Comunità di pratica. Apprendimento, significato e identità, Milano, Cortina, 2006
Wenger E., Mc Dermott R., Snyder W. Cultivating Communities of Practice: A Guide to Managing Knowledge, ed. it. Coltivare comunità di pratica. Prospettive ed esperienze di gestione della conoscenza, a cura di Lipari D., Milano, Guerini e ass., 2007

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