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Il 7° Rapporto sulla formazione nella PA, realizzato con le Scuole Pubbliche di formazione, contiene i dati sulla formazione effettuata nel 2003 a tutti i livelli di Governo: Amministrazioni centrali, Regioni, Province, Comuni, Atenei e Camere di Commercio.Per quanto riguarda le Amministrazioni centrali, il Rapporto è stato realizzato per il terzo anno consecutivo su questionari interattivi compilati on line, dai quali l’Osservatorio ha potuto ricavare una banca dati coerente ed allineata con i corsi tutti analizzati singolarmente.
Nel 2003 la spesa per la formazione nelle pubbliche amministrazioni in quasi tutti i comparti ha raggiunto e, in molti casi, ha anche superato la soglia dell’1% della massa salariale. Questo è il primo dato importante che scaturisce dal 7° Rapporto sulla Formazione.


Il secondo dato è che la formazione è diventata un’ottima abitudine delle pubbliche amministrazioni, e ormai fa parte sia della pratica, sia del patrimonio culturale della PA italiana: in tutti i comparti, viene abbondantemente superato l’obiettivo di partecipazione alla formazione raccomandato dal Consiglio Europeo di Lisbona nel 2000, il 12,5% degli occupati ogni anno. I risultati raggiunti sono reali e sono dovuti ad un forte aumento dell’efficienza nella formazione. Infatti, ai lievi aumenti generalizzati di spesa per il personale e di costo per ora erogata, corrispondono invece un calo del costo per ora fruita, un calo di personale nelle strutture che gestiscono la formazione e soprattutto un aumento delle partecipazioni alla formazione.

Alcuni numeri
Sono pervenuti dati su circa 21 mila corsi, per un totale di oltre 1 milione di ore erogate. Il monte salariale mosso delle amministrazioni rispondenti è risultato essere di circa 30 miliardi di Euro (circa 3 in più rispetto al 2002), la spesa per la formazione è risultata di circa 242 milioni di Euro (anch’essa leggermente aumentata rispetto al 2002), per una spesa annua pro capite che va da un media minima di 107 Euro a una media massima di 855 Euro all’interno dei diversi comparti, che si traduce una spesa per ora erogata che va dai 102 ai 400 Euro (nel 2002, il costo di un’ora erogata andava da circa 80 a circa 327 Euro) e in una spesa per ora fruita che va dai 4 ai 40 Euro (nel 2002, il costo di un’ora fruita andava da circa 6 Euro a circa 50 Euro).
Quattro comparti su cinque, un Ministero su tre, due Organi dello Stato su quattro, oltre la metà delle Autorità, e sette Enti pubblici su undici hanno singolarmente speso in formazione più dell’1% della spesa per il relativo personale. Il Ministero dell’Interno e quello dell’Istruzione, Università e ricerca hanno superato il 2%, l’Ipost si è avvicinato al 3%.
Il Comparto Sicurezza, unico a situarsi al disotto dell’1% utilizza scuole interne molto efficaci e a basso costo, e comunque supera di due punti il livello di partecipazione del 12,5%, portando in formazione 23.000 addetti. Il massimo incremento dei valori complessivi si trova nelle Camere di commercio e nelle Province: più ore fruite sulle partecipazioni, più investimento. Segno, nel secondo caso, dei forti cambiamenti in atto nello Stato: il ruolo delle Province è quello che maggiormente si evolve nella nuova struttura della Repubblica.
Il numero delle partecipazioni ai corsi è aumentato di circa 100 mila unità. La durata media in ore dei corsi è aumentata: nel 2003, è andata da un minimo di 17 ore a un massimo di 119, mentre nel 2002 si collocava tra un minimo di 14 a un massimo di 51 ore. L’articolazione della partecipazione mostra un’evoluzione positiva rispetto al 2003: riflette la popolazione dipendente nell’andamento, ma i valori di partecipazione ai corsi sono leggermente più alti; questo indica nuovamente che la diffusione della partecipazione alla formazione comprende tutte le categorie. Le categorie “altri” mostrano invece un deciso incremento in tutti i comparti, soprattutto Sicurezza 77%, Camere di Commercio 73%, PCM e Ministeri 73%, Province 61%, Comuni 69%. Forte il livello di partecipazione dei dirigenti nelle Regioni 22%. A conferma della crescita di efficienza, il numero degli addetti alle scuole e agli uffici formativi interni alle Amministrazioni centrali è diminuito, passando da oltre 5 mila del 2002 a 4.800 circa nel 2003.
Nelle amministrazioni centrali la quota di formazione acquistata da fornitori privati si è leggermente ridotta: circa il 2%. Si spende di più ma si spende meglio e, soprattutto, il settore pubblico investe su se stesso (nelle Amministrazioni centrali il 79% della formazione avviene all’interno degli Enti, nelle Università ciò è vero per il 43% delle iniziative formative). Il ricorso al privato resta elevato nelle Province (62%), nei Comuni (54%) e nelle Regioni (50%).
Per quanto riguarda i temi della formazione, l’informatica è sempre piuttosto diffusa in tutti i comparti, così come le aree legate alla riqualificazione; sempre a buoni livelli le tematiche giuridico-normative, alte le tecnico-specialistiche (quelle cioè tipiche per la missione dell’Ente).
Le differenze tra amministrazioni centrali e locali, sono legate all’evoluzione della struttura della Repubblica: la formazione per l’internazionalizzazione è in crescita nelle Amministrazioni locali, come anche la formazione su temi economico-finanziari; la formazione relativa ai controlli di gestione mantiene un peso molto limitato, aumentando in alcuni comparti e scendendo in altri, rimanendo su medie totali sostanzialmente analoghe a quelle dello scorso anno, mentre la tematica della comunicazione sale in quasi tutti i comparti, collocandosi intorno al 6% per gli Enti Locali, e addirittura al 14% nelle Camere di commercio. Tra la formazione auspicata per il futuro, le Amministrazioni, rispondendo a una specifica domanda posta nel Questionario, hanno indicato soprattutto le tematiche “Reingegnerizzazione dei processi” il “Controllo di gestione” e la “Qualità”. Per quanto riguarda l’erogazione, in base ai risultati di questo rilevamento, la modalità con maggiore quantità di ore fruite rimane sempre l’aula, seguita dal laboratorio informatico e dall’autoapprendimento; subito dopo, c’è l’E-learning, sempre più utilizzato, col 20 % di ore fruite e il 27% circa di partecipazioni per modalità di erogazione.
La rilevazione dei fabbisogni, redazione dei piani formativi, valutazione dell’efficacia della formazione sono a carico delle strutture dedicate alla formazione, cui oggi spetta un compito non indifferente, in quanto la formazione deve essere pianificata, anche perchè una buona pianificazione è strumento utile per fronteggiare eventuali necessità improvvise. Nel corso del 2003, primo anno di vigenza della norma che prescrive alle Amministrazioni pubbliche di adottare, annualmente, entro il 30 gennaio, un piano di formazione del personale, il Dipartimento per la Funzione Pubblica ha ricevuto 13 piani formativi dalle Amministrazioni centrali e 63 piani formativi di altre amministrazioni. In questi primi mesi del 2004, sono pervenuti 11 piani formativi dalle Amministrazioni centrali e 42 di altre amministrazioni. A sua volta l’Osservatorio, tramite le risposte al Questionario on line, ha avuto notizia, dalle Amministrazioni centrali, di 22 piani formativi adottati e 5 predisposti.
Da tre anni a questa parte, il Rapporto è redatto dall’Osservatorio sui bisogni formativi nella Pubblica Amministrazione, che ha raccolto e curato la pubblicazione delle ricerche della CRUI, del Formez, del Gruppo di lavoro tecnico delle Regioni e delle Province autonome e dell’Istituto Tagliacarne oltre che la propria ricerca, condotta sulle Amministrazioni centrali.
I dati sono stati trattati con un software realizzato dalla SSPA, in grado di produrre confronti automatici tra i dati in arrivo e quelli degli scorsi anni.
La banca dati così originata contiene i corsi di tre anni in cui è stato usato l’attuale sistema di rilevazione.
L’Osservatorio, con i partecipanti e i Responsabili della formazione, curerà lo studio e la pubblicazione on line dei dati raccolti.

I capitoli del 7° Rapporto annuale sulla formazione nella PA

Indice e premessa
Parte I – Capitolo 1.1 Attività, partecipazione, investimento, organizzazione
Parte I – Capitolo 1.2 Formazione, cambiamento e mercato
Parte I – Capitolo 2 La formazione nelle amministrazioni centrali
Parte I – Capitolo 3 La formazione nelle regioni
Parte I – Capitolo 4.1 Le attività formative dei Comuni
Parte I – Capitolo 4.2 Le attività formative delle Province
Parte I – Capitolo 5 La formazione nelle camere di commercio
Parte I – Capitolo 6 La formazione nel sistema universitario
Parte II – Capitolo 1 Le risorse umane nella Pubblica Amministrazione: tendenza ed evoluzione
Parte II – Capitolo 2 La formazione per la Pubblica Amministrazione finanziata dal fondo sociale europeo
Parte II – Capitolo 3 Gli interventi del dipartimento della funzione pubblica per il miglioramento del sistema formativo della Pubblica Amministrazione
Parte II – Capitolo 4 Un punto di vista dell’offerta: il contributo dei soci ASFOR
Parte II – Capitolo 5 L’efficacia e la valutazione della formazione nelle amministrazioni pubbliche
Parte II – Capitolo 6 I piani formativi: una prima analisi
Parte II – Capitolo 7 La formazione come segnale di cambiamento delle istituzioni pubbliche
Parte II – Capitolo 8 Il ridisegno del sistema nazionale di formazione continua nell’ottica di una strategia di lifelong learning
Parte II – Capitolo 9 La formazione-intervento
Allegati – Scheda 1 Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione
Allegati – Scheda 2 Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze
Allegati – Scheda 3 Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno
Allegati – Scheda 4 Ministero degli Affari Esteri-Istituto Diplomatico Mario Toscano
Allegati – Scheda 5 Formez
Allegati – Scheda 6 Istituto Guglielmo Tagliacarne
Allegati – Scheda 7 Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale
Allegati – Scheda 8 Scuole regionali
Allegati – Scheda 9 Scuola di Formazione e Perfezionamento del Personale Civile della Difesa
Nota metodologica
7° Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione: il gruppo di lavoro e gli autori degli approfondimenti

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